Coniopteryx esbenpeterseni Tjeder, 1930


Coniopteryx sp. da Flickr.com


Specie legata a latifoglie, soprattutto dei generi Quercus, Carpinus e Crataegus, ma comune anche nei frutteti coltivati, in Europa meridionale è forse il coniotterigide più comune nei frutteti, in particolare nei pescheti, con larve ed adulti predatori attivi di acari fitofagi come ad esempio Tetranychus urticae. Raccolta tra il livello del mare e i 1700 m. in ambienti boscati tendenzialmente aridi (Aspöck et al, 1980); comunissima su cortine continue di vegetazione poste in ambienti soleggiati, ma non aperti e ventilati, come frutteti allevati a palmetta nella pianura romagnola (Castellari, 1980) e siepi di recinzione di piccoli giardini confinanti nel litorale ferrarese (Pantaleoni, 1982). È presente in natura allo stato adulto da aprile a settembre con, in Italia, 3 generazioni annue con periodi di volo in aprile-maggio, giugno-luglio ed agosto-settembre con picco di densità in giugno.


Stadi preimmaginali: sconosciuti.


Ampiezza dell’ala anteriore delle immagini: da 2,2 a 3,2 mm. (Aspöck et al., 1980).


Distribuzione regionale italiana:


Lombardia; Trentino Alto Adige(?); Veneto; Liguria, Emilia Romagna; Toscana; Lazio; Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia.


Pubblicazioni che citano questa specie in Italia:


Aspöck, 1963; Eglin-Dederding, 1967; Dessart, 1978; Aspöck et al., 1980; Monserrat, 1980; Castellari, 1980 (ex Dessart, 1978); Pantaleoni, 1982, 1983, 1986b 1988, 1989b, 1990a, 1995; Nicoli et al., 1988; Nicoli Aldini, 1994, 2012; Marzocchi et al., 1995; Lo Verde et al., 1997; Letardi & Migliaccio, 2000; Badano, 2006b, 2008c; Badano & Letardi, 2010; Letardi, 2014, 2015;


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